Fondazione "CORRENTE"
marzo 1985

Testo tratto dalla conferenza di Mario De Micheli
all'apertura della mostra"
COMISO PARK " di Momò Calasibetta



Ecco Calascibetta è qui.
Questa sera presentiamo questa mostra di Calascibetta; è la seconda mostra milanese di Calascibetta.
La prima mostra l'ha fatta tre anni fa alla galleria Ciovasso e io lo conobbi in quell'occasione e in quell'occasione gli feci anche una presentazione.
Mi accorsi subito di essere davanti a un giovane con delle doti particolari, direi persino delle doti insolite. Io ho amato sempre il disegno satirico e politico; su questo tema ho scritto vari libri ho scritto saggi sino al volume intitolato " Contro il fascismo" che è un volume sul disegno satirico e politico europeo direi di trent' anni e più, quarant' anni di storia, cioè dal inizio del nazismo al franchismo e al fascismo italiano.
Ora, ho sempre seguito questa particolare linea di ricerca che ha dei grandi padri da Hogarth a Daumier a Steinberg a Grandville etc...rari artisti che nascono unici nel loro secolo; è per questo che sono stato sempre anche curioso di vedere quello che accadeva in Italia quando è rinata questa curiosità di ritrovare sui giornali e sulle riviste il disegno satirico o il disegno politico. In realtà ormai da dieci anni i giornali e le riviste hanno i loro disegnatori, hanno i loro illustratori che direi dall' Espresso a Panorama, da Rinascita all' Unità e via via tutti i giornali sia di sinistra che di destra... Chiappori e via dicendo;. questi disegnatori hanno delle doti umoristiche con degli attriti nell'invenzione della battuta, però ho sempre notato come i risultati grafici ed il disegno siano sempre risultati molto deboli, molto fragili, molto gracili: sono dei vignettisti, non c'è nessun rinnovamento di ricerca anche in quelli che van per la maggiore come il Forattini e via dicendo, sono dei disegni veramente abbastanza deludenti.
Siamo di fronte invece a Calascibetta il quale è un disegnatore politico satirico di costume straordinariamente vivo e ricco proprio dal punto di vista espressivo, dal punto di vista grafico, dal punto di vista artistico ed estetico. E quindi per me questo è stato un incontro direi salutare abbastanza tonico insomma, mi ha rallegrato perchè... i tempi di Galantara e Scalarini erano scomparsi , qui abbiamo un artista che ha il talento di Galantare e di Scalarini perchè i disegni che vedete quì sono disegni straordinari, straordinari, sono acuti nell'invenzione dell'immagine sono direi penetranti dal punto di vista del segno e hanno un'efficacia straordinaria dal punto di vista espressivo.
Ecco quindi che "Corrente" fa la mostra di Calascibetta-questa strana corrente che se ne va per conto suo, se Dio vuole- che propone nomi, personaggi, protagonisti, che non fanno parte di quelle linee di moda e di gusto che del resto poi sono talmente provvisorie che durano lo spazio del mattino come le rose che non hanno un uguale profumo naturalmente.
Ed ecco quindi che "Corrente" fa questa mostra ed è una mostra a mio avviso esemplare perchè c'è la coscienza della responsabilità dell'artista di fronte alle difficoltà della storia, c'è l'impegno civile e nello stesso tempo non c'è assolutamente nessuna rinuncia sul piano dell' immaginazione plastica, del talento espressivo, della figurazione calzante e non e mica poco questo, non è poco.
Il tema poi è un tema appassionante, questo "Comiso park"; sappiamo che cosa rappresenta Comiso per tutte le lotte che si sono fatte e che si vanno facendo intorno a questo tema dei missili, il tema della guerra, della pace, e direi che da questo punto di vista pur partendo da questo particolare tema, le immagini di Calascibetta oltrepassano i limiti dell'episodio e si collocano proprio come un richiamo ai valori profondi dell'uomo che oltre la spettacolarità, la pubblicità, la falsa propaganda all'imbonimento, la fanfara, la grancassa di tutta una conclamata e ostentata azione tipica delle forze negative che agiscono dentro la storia intorno a questi problemi - vorrebbero affermare e confermare. Ecco, lui riesce a scanzare con l'ironia ,col sarcasmo, con una sorta di disinvolta coreografia in cui centrale dell'immagine è questa grande giostra in cui ci sono tutti i protagonisti dentro a questi aeroplani- io ho scritto un pezzetto in cui ho parlato proprio di questa "apocalypse now" allegra che ricorda a rovescio il famoso film che tutti noi abbiamo visto e conosciamo tragicomico tragitragico e spaventoso, inquietante con questo assalto, con la grande musica di Wagner mentre si assalta le popolazioni civili nel Vietnam - qui' ha rovesciato la tragedia in una farsa grottesca , con un grande interrogativo; dell'interrogativo di chi sa che dietro la farsa c'è veramente una tragedia minacciosa.
Allora non c'è altro che da guardarli questi disegni, che sono disegni ognuno per conto suo che poi confluiscono nel grande quadro; soprattutto direi che è rincuorante il fatto che l'impegno, questa parola che tutti sentono il fastidio - ci sono dei critici che hanno scritto che ormai è così bello andare alla deriva in questa società senza leggi, che non bisogna porsi problemi di natura umana e politica perché ormai non c'è più nulla, siamo ormai veramente nella sfrenata libertà di ogni azione che non ha più controllo, ecco, un giovane artista che ripone il problema dell'impegno non in maniera dogmatica apolitica ma l'impegno della coscienza che poi trova la sua strumentazione nella più ampia libertà dell'immaginazione, mi pare che sia una cosa da salutare come un grande fatto positivo

Mario De Micheli - Milano - 1985