di Eugenio Maria Falcone

Il cinema spagnolo è ormai da anni una realtà che compete con le grandi produzioni internazionali. Il fenomeno Almodovar a dire il vero è stato trainante per temi, qualità e innovazione tanto da essere in qualche maniera considerato come punto di riferimento dagli artisti Iberici. Il cinema spagnolo, a differenza di quello nostrano mantiene un'aspetto di grande omogeneità qualitativa e dal punto di vista della distribuzione e della fruizione è sicuramente più avvantaggiato. Ricordiamo che la seconda lingua parlata nel mondo è l'ispanico. Negli USA, quanto in buona parte dell'america latina, la lingua parlata è lo spagnolo. Ma cosa che ancora gioca a favore del cinema ispanico è la varietà e la fusione tra diverse culture, tutte possibili e compenetrate tra loro. Questo è il caso palese del film di Carlos Saura, prodotto da Duvideo, Fado Filmes, Zebra Producciones e distribuito da Wandavision "Fado". Premiato con il Goya 2008, il film unisce sotto un'unica "nota" tre culture, la latinoamericana e quelle della penisola Iberica cioò Spagna e Portogallo. Fado rappresenta l'incontro tra le culture che nei secoli vivono nella Penisola, e condividendo territorio e influenze. Così viene inteso il Portogallo, per cui il regista Carlos Saura ha compiuto un grande sforzo per rendere questo affascinante ritratto del fado portoghese. Dopo aver analizzato la sua opera, del Portogallo hanno capito che solo un punto di vista esterno permetterebbe loro externalize qualcosa di così importante e che è talmente radicata nelle sue tradizioni. Questa decisione non è esente da polemiche ha ottenuto il sostegno di intellettuali più importanti: il fado è già universale, e l'elezione di Carlos Saura come regista di questo film non può che rafforzare In primo luogo, l'universalità del Fado e, in secondo luogo, l'importanza della cultura portoghese.

Fado, una scena del film di C. Saura Madrigal, F. Pérez e C. Sanchez a Berlino Fest.2007
Un altro caso di internazionalizzazione del cinema spagnolo può essere considerato il film di Fernando Pérez "Madrigal" prodotto e distribuito sempre da Wandavision. "Madrigal" è una storia d'amore raccontata in due parti.
"L'Avana, 2005", Javier è un attore molto fantasioso: è per questo gli piace scrivere.
Quando inizia la sua storia d'amore con una giovane Luisita - una giovane chiusa nel suo mondo di complessi e segreti - non si comprende dove sia il confine tra verità e finzione.
Mente Javier? Fantastica Javier? Javier è onesto?
Alla fine, il giovane scrittore-attore è una vittima del suo stesso gioco, non riuscendo più a distinguere ciò che è reale o irreale e Luisita scompare tragicamente.
La seconda parte,
"Il Mondo, 2020", Javier ha trasformato la sua esperienza in un romanzo.
La storia che adesso ci viene raccontata da Javier ripete la sua tragica storia d'amore con Luisita in modo creativo, fantastico e simbolico.
Ma ancora una volta i confini sono sfumati. E non si riesce a comprendere se il primo racconto era reale, o semplicemente sia stata un'altra fantasia del particolare mondo di Javier. "Madrigal" è dedicata a René Clair.
Il film è interpretrato da Carlos Enrique Almirante (Javier),
Carla Sánchez (Eva), Luis Alberto García (Angel), Liety Chaviano Pérez (Luisita), Yailene Sierra Rodríguez (Elvira), Armando Fernández Soler (Anciano), Ana Celia de Armas Caso (Stella), Carlos Lazaro Díaz Alfonso (personaggio del regista).
Il film ha partecipato al Festival di Berlino 2007 e premiato con la menzione speciale al Festival di Toulouse 2007. Una co-produzione Cubana-Spagnola. Le riprese sono state realizzate all'Habana, a Cuba.
L'ultimo lavoro cinematografico a produzione mista il film Canciones de amor en Lolitas club, un film di Vincente Aranda. Tratta da un romanzo di Juan Marsé edito da Random House Mondadori, S.A. Canzone d’amore al Lolita’s Club è la storia di due
gemelli la cui vita si intreccia con quella
delle ragazze in vendita al Lolita’s Club:
braccato dall’Eta e dalla famiglia di un ragazzo
contro il quale ha agito troppo pesantemente,
l’irrequieto poliziotto Raùl si
vede sospeso dal servizio e costretto a tornare
a casa... Nato a Barcellona nel 1933 e considerato uno dei più grandi scrittori spagnoli contemporanei, Juan Marsé pubblica per Frassinelli (2006) un romanzo che lascia fin dall’inizio un senso di suspance e inquietudine. La prosa si muove nel tempo attraverso visioni e flashback, tracciando con un linguaggio estremamente crudo un ritratto del tutto realistico dei suoi personaggi e dei loro conflitti interiori tra realtà e sogno, frustrazione e desideri. Tra gli interpreti del film: Eduardo Noriega, Flora Martinez, Belén Fabra, Héctor Colomè
Carla Sanchez, Sonia Madrid, Yohanna Cobo, Irene Escolar, Lara De Miguel ed altri. Il film appartiene al cinema tipico dell'internazionale Aranda. Le immagini sono cariche di sensualità, fascino e allo stesso tempo di quell'estraniamento descritto dal romanziere.
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